Page 62 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 62
1
L I B R O
popolo Reggino, al quale cominciò aflegnare la caglo^
ne, per la quale giuflamente erano ftaci da lui prelij non
dimeno Tempre che eglino gji pagalTero tutte le Tpefe
quali fece per mantener TelTercito, e di più ogniunogii
donaflc tre mine, egli fenza dubbio laTciarebbe la Città
nella prima libenà. Al ch'i Reggini acconfentirono, al
meno per torli da Toura vn tanto crudele tiranno,e tue»
re TaTcoTe loro ricchezze pofero al publico , e dè poueri
chi non hau^ua, prendeua da ricchi ad’ufura;!! che con
gregarono tutta quella Tomma di moneta , quale da loro
il tiranno dehderaua,&in mano deirilleilb tiranno quel
r la con regnarono. Se quiui s’hauelTe quietato Dionilìo
làrcbbe (lato men male; mà il peggiore fù cheTpogliò co
loro di tutto quell’altro poco di bene che gli auanzaua •
Imperò che volle vna grandilfima quantità di moneta
con patto di renderla Icmpre che ne loro bifogni la chic
delTero,e per quella Tua volontà poTe pena di morte à tur
ri i Reggini,che duueflcro manifellare le ricchezze qua
li polTedenano; doueper timore della morte, cofa vera--
nagli lù afcolà, mà polla in publico, é confegnata in ma
nodi Dionilio. Il quale per dimoftrare che gli voleua
ritornare le monete, preTe tutto l’argento de Reggini, e
Dìtm/Ì0 imftut
rtfc0 fece battere vna moneta con vn nouolìgillo , c quella
fÀimtter tn Reg
^ quale dianzi valeua vna dramma , fece valer due dram-
£j. in quello modo benché dimollrò egli rendere il
diharo ; non dimeno tutte le ricchezze rimalèro prellb
di fc, c coli carco d’argento e d’oro ritornò in Sicilia: Ri
mafe la Città disfatta , con rmurigittati a terra, e quel '
'
che fu più roiferabile gli huomini ridotti in ellremajpo-
uertà . ecco quanto patirono i Reggini per voler elTerc
zelanti delle loro leggi,eper hauer ntto cene à Tuoi ne^ '
mici; ma non è da llupire fe Dionilio vsò tante crudeU*
A

