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2) dal tempo impiegato per prenderla, a volte è necessario prendere decisioni di grande impatto
in tempi brevi
3) dall’accettazione da parte dei membri del gruppo, determinante per la riuscita
- La “path-goal theory” (House e Mitchell, 1974): l’importanza dei subordinati
Il leader è il responsabile della motivazione e del conseguimento degli scopi del gruppo.
Importante è l’aspetto della motivazione dei subordinati che dipenderà da quanto il leader
riuscirà a far coincidere la soddisfazione dei bisogni individuali con il raggiungimento degli
obiettivi del gruppo.
In base a: natura del compito, complessità, soddisfacimento delle motivazioni dei singoli,
strutturazione del compito e caratteristiche dei subordinati (identificate in particolare dalle
competenze, dal locus of control e dalla fiducia in sé), per svolgere la propria funzione di
leadership, il leader potrà adottare quattro stili differenti:
- Leadership direttiva: questo stile può essere funzionale in situazioni dove i compiti sono poco
strutturati e i membri del gruppo accettano il potere in forma acritica mostrando un
atteggiamento positivo verso l’autoritarismo e lì ove i compiti sono complessi e con basse
competenze. Il leader pianifica, organizza il lavoro, definisce ruoli e esercita un controllo,
secondo uno schema da initiating structure.
- Leadership supportiva: stile particolarmente orientato alle relazioni e alla creazione di un buon
clima lavorativo e risulta efficace in condizioni in cui il compito è strutturato e con subordinati
che esprimono un bisogno di riconoscimento sociale.
- Leadership orientata alla riuscita: è efficace con gruppi di persone a forte motivazione verso
l’autorealizzazione, nei casi in cui i componenti del gruppo siano poco fiduciosi verso sé stessi
e non sufficientemente orientati al successo.
- Leadership partecipativa: anch’essa orientata alle relazioni, ma per i casi ove le caratteristiche
dei subordinati è definibile a locus of control interno: essi riconducono i successi al proprio
comportamento e alle proprie decisioni e pertanto si sentono maggiormente responsabili per
il raggiungimento degli obiettivi e credono molto nella partecipazione.
- Il modello di Hersey e Blanchard (1982): la maturità dei subordinati
Le tre dimensioni che definiscono lo stile di leadership adottabile in un gruppo di lavoro:
- La quantità di guida fornita dal leader (l’orientamento al compito);
- La quantità di supporto emozionale (l’orientamento alle relazioni);
- Il grado di maturità dei subordinati, nel senso di capacità di assumersi responsabilità nello
svolgere un compito, con una componente di natura psicologica (motivazione) e un'altra
relativa alle abilità possedute dai collaboratori. I livelli sono i seguenti:
- molto capace e sicuro di sé
- capace ma non disposto
- non capace ma fiducioso
- non capace ed insicuro
Gli stili di leadership adottabili:
- Prescrivere: i subordinati mancano delle competenze specifiche richieste per il lavoro in corso e
sono disposte a lavorare sul compito; sono alle prime armi ma entusiasti (Il leader ha alto
orientamento ai compiti e basso orientamento alle relazioni; definisce ruoli e mansioni e li
controlla; la comunicazione è unidirezionale, le decisioni sono prese dal leader e sono poi
annunciate).
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