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s’incontrano esperienzialmente, fattore che, come è stato appunto dimostrato, poi
inevitabilmente si ripercuote sui risultati (interessante anche il gap percettivo
d’incomprensione riscontrato invertendo le parti; verrà citato nella quarta parte).
Oggigiorno “soffia il vento” dell’attenzione al cliente, si fa gran uso di espressioni
come customer oriented o customer centric, ma non ci può essere reale buona
attenzione al cliente esterno se non c’è buona percezione dei fattori motivazionali
all’interno dell’azienda, verso il cliente interno. Ottime campagne pubblicitarie per il
rafforzamento dell’immagine aziendale possono sortire l’effetto opposto quando i
clienti poi si aspettano una certa qualità di servizio e non se la vedono erogare
perché non è diventato parte della cultura aziendale. Gli studi prima menzionati
confermano un principio ampiamente dimostrato in campo psicologico ma poco
messo in pratica nella realtà, che l’uomo è creativo per natura e tende a migliorarsi
e pure a eccellere anche se non fosse nel suo bagaglio formativo nel momento in cui
gli si riconosca la capacità di creare valore aggiunto e gli si dà la possibilità di farlo
all’interno di un insieme che è intervalorizzativo grazie alla guida di una visione
ispiratrice; meglio ancora se all’interno di un framework operativo di mission ben
strutturata. In una tale visione viene riconosciuto all’operatore lo status di co-
Limitarsi a lavorare per creatore/estrattore di valore e vengono attivate dinamiche integrative auto-
garantirsi i mezzi di competitive. Essendo i forti valori, ben definiti, strumental-funzionali ai risultati da
sussistenza non è più realizzare per mission istituzionale sotto la guida della vision (envisioning), gli
sufficiente. Il lavoro deve obiettivi operativi non sono qualcosa per cui si deve lottare individualmente o
diventare una componente cercando alleanze tra varie fazioni interne, dovendo guardarsi le spalle per cercare
della vita di prevenire tradimenti, “fregature” o, peggio, congiure. La comunicazione è
Peter Drucker – Eminente incoraggiata e c’è forte considerazione del lavoro altrui, da cui dipende il proprio. Le
studioso di management
varie unità interne non vanno in conflitto tra di loro anche qualora ci fossero lacune
nella strutturazione operativa del dettato strategico che dessero adito ad
interpretabilità o ci fossero imprevisti ed emergenze. Questo comune denominatore
Se ti concentri su un determina un ROI di human capital (ritorno sull’investimento di capitale umano)
particolare e tralasci la essendone il driver fondamentale di creazione, e poiché vengono realizzati i forti
molteplicità di aspetti della valori, principle-interrelated, inevitabilmente vengono raggiunti gli obiettivi. Si
totalità, se prendi una cosa e realizza una dimensione di autocompetizione: non si è in competizione con gli altri,
getti via tutto il resto, potrai ma con sé stessi come individui e come squadra compatta. Inoltre, vengono meno
raggiungere mete modeste e funzioni di controllo che incidono sui costi senza incidere sulla consapevolezza delle
padroneggiare il nulla dinamiche qualitative. Una tale visione dell’impresa emerge dai limiti competitivi
Lao Tzu – Penetrare i misteri mostrati dalla visione classica dell’era industriale, insufficientemente elastica e
(VI secolo a. C.) proattiva di fronte alla mutevolezza del mercato di oggi, perché basata sull’assunto
che l’energia ed il valore aggiunto si generino essenzialmente al vertice della
piramide aziendale. Ed ecco che oggi alcune autorevoli voci del management
La visione nasce da un prospettano una visione particolarmente integrata dell’azienda - qualcuno l’ha
viaggio mentale che aiuta a definita addirittura olistica - nel cui contesto i dipendenti non sono più risorse ma
passare dal noto all’ignoto. investitori, del proprio capitale umano, componente fondamentale del capitale
Aiuta ad inventarsi il futuro intellettuale dell’azienda. Il termine ‘olistico’ (dal greco olos ‘tutto, intero’), è
partendo da una ricom- comunemente utilizzato nel campo della medicina alternativa; ma anche in campo
posizione creativa di fatti, accademico esistono oggi diversi corsi dedicati a discipline in cui il paradigma olistico
speranze, sogni, rischi e è predominante. Secondo l'Oxford English Dictionary, Jan Smuts, coniatore negli
opportunità anni Venti del termine olismo, ha definito quest’ultimo come "la tendenza, in natura,
Hickman e Silva a formare interi che sono più grandi della somma delle parti …". La Scienza Olistica,
il cui unico corso di laurea nel mondo si svolge al momento presso lo Schumaker
College nel Regno Unito (ma numerosi sono i corsi simili: University of Michigan
‘Center for the Study of Complex Systems’, Princeton University ‘Global
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