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l’energia psichica è normalmente indirizzata alla propria (o altrui) sopravvivenza e ne rimane
                  poca per altre attività.
                  Quando le minacce di sopravvivenza si verificano spesso o sono una costante, come di chi
                  cresce in un ambiente saturo di violenza o in grande povertà, allora la coscienza si fissa su
                  questa dimensione istintuale. Il che tiene il corpo in uno stato di iperstimolo di allerta, invaso
                  dagli ormoni dello stress che promuovono la risposta istintiva del fuggire-o-combattere (e
                  come citato precedentemente l’irretimento  emozionale può inoltre spezzare la volontà
                  personale). Per esempio ci si può sentire agitati e incapaci di un sonno profondo e questo
                  può condurre nel tempo a problemi di salute. Ciò avviene comunemente nell’alterazione da
                  stress post-traumatico  (SPT), una  condizione in cui le reazioni allo stress continuano a
                  verificarsi per lungo tempo dopo che il trauma si è verificato. A questo punto è subentrato il
                  “demone”  della paura, con danneggiamento della prima dimensione-snodo  psico-
                  bioenergetica. Ci si sente perseguitati da problemi vari, come per esempio da problemi di
                  salute, di denaro, di abitazione o di lavoro, con la sensazione che una fondamentale sicurezza
                  e salvezza siano negate a sé stessi, per quanto si cerchi di evitarlo; anche se in realtà al
                  momento non esistono reali minacce alla propria sopravvivenza.
                  Quando la  propria sopravvivenza viene minacciata si prova  paura. La paura tramite un
                  riflesso istintivo invade il corpo  di sostanze chimiche naturali (come l’adrenalina) per
                  renderlo pronto  all’azione ed inoltre focalizza la propria attenzione sul qui e ora per
                  fronteggiare la minaccia; si tagliano fuori le sensazioni fisiche e ci si la focalizza all’esterno e
                  verso “l’alto”, nell’area della percezione e dell’attività mentale. Si diventa ipervigili, agitati,
                  ansiosi e si tende a rimanere tali, con difficoltà a rilassarsi o a lasciarsi andare; è come se si
                  saltasse fuori dalla propria pelle. In uno stato di paura prolungato o frequente una persona
                  può  arrivare ad  essere fisicamente obnubilata  e non in grado di accorgersi  quando ha
                  bisogno di mangiare, di dormire, o altro, ascoltando il corpo solo quando grida troppo forte
                  per essere ignorato.
                  Se durante la crescita il pericolo e il rischio di perdita e deprivazione era frequente allora la
                  paura pervaderà la propria mente nella forma di “pilota automatico per la sopravvivenza”. Il
                  senso di paura diviene così la propria sensazione di sicurezza, per quanto paradossale ciò
                  possa apparire. Ci si sente al sicuro solo perché si è in continuo stato di allerta e quando si
                  tenta di rilassarsi ci si sente ancora più a disagio.
                  Le ghiandole surrenali ed il sistema nervoso rimangono costantemente in funzione; in questo
                  stato di iper-eccitazione il proprio “grilletto” fuggi-o-combatti (o immobilizzati, che è parte
                  della strategia di fuga) è più sensibile e più predisposto a reagire in forme anche estreme. Le
                  proprie fondamenta esistenziali sono vacillanti e la concentrazione può essere difficoltosa,
                  pertanto il corpo si trova in un continuo stato di stress, che diviene la normalità. Alla fine
                  questo può causare problemi fisici quali problemi di stomaco, pressione alta, problemi
                  cardiaci,  debolezza delle ghiandole produttrici di adrenalina, carenze del  sistema
                  immunitario, insonnia e stanchezza cronica.
                  Per poter radicare le proprie solide fondamenta caratteriali, capaci di sostenere il carico delle
                  sfide, si deve vincere il demone della paura, imparando a rilassarsi, a percepire le energie
                  “sottili” del corpo, a provare piacere per la  vita ed un  senso di forza  personale, e ad
                  espandere la propria attenzione verso un panorama più ampio di amicizie, comprensione e
                  relative opportunità.
                  Il che significa innanzitutto che la paura va compresa. Da dove proviene? In che modo è
                  servita? La risposta alla paura è radicata nel proprio corpo e va dunque osservata bene nel



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